Ma esistono i bambini buoni? Lo capiamo con un cortometraggio“Partly Cloudy- Parzialmente nuvoloso” è un cortometraggio della Pixar, vincitore di due premi Oscar nel 2010, che racconta le vicende della nuvola Gus creatrice di cuccioli e la cicogna Peck, addetta alla consegna.

Il film si apre con un bellissimo cielo rosato animato dal prezioso lavoro di instancabili nuvole bianche che danno vita a graziosi cuccioli, trasportati  da efficienti cicogne. C’è solo una nuvola che si differenzia dal gruppo: è un po’ grigia e al posto di teneri fagottini dà vita a pericolosissimi coccodrilli o porcospini che mettono in difficoltà la cicogna Peck e che ne riporterà visibilmente i segni. Gus si sente in colpa e sempre più inadeguata. Più si impegna e più i suoi piccoli non sono come gli altri.Così un giorno, travolta dalla tristezza e dalla disperazione, piange talmente tanto da scatenare un diluvio.

Fortunatamente Peck è attenta e riesce a comprendere le difficoltà della sua amica. Sensibilità, tenacia e pazienza la porteranno ad una soluzione geniale regalandoci un profondo messaggio : nelle relazioni è importante attrezzarsi in maniera adeguata, rinunciando all’illusione di cambiare l’altro ma accettandolo nella sua unicità, con il compito-però- di trovare lo strumento più utile per noi.

Perché vi propongo questo cortometraggio?

Perchè a mio avviso dovrebbe essere mostrato a tutte le neomamme nelle prime settimane di rientro a casa, dopo il parto. Magari durante la visita di controllo del bambino.

Questo breve cartone animato mette in luce aspetti importanti dell’esperienza della genitorialità.

La nuvoletta Gus triste e scoraggiata come spesso si sente una madre che non riesce a calmare il piccolo che piange, che ha le coliche o semplicemente non riesce a comprenderlo.

E i cuccioli terribili di coccodrillo non rappresentano anche quel bambino, tanto amato, che a volte davvero ci sembra così difficile?

E le nuvole con gli amorevoli gattini non sembrano un po’ le altre mamme, tutte quelle che incontriamo al parco (o sui social) e che ti raccontano quanto sia bravo il loro bambino, quanto dorme, quanto mangia.

Un cortometraggio molto bello sulla questione dell’idealizzazione dell’altro, dell’infanzia, del bambino buono, quello che tutti vorrebbero avere.

Sulla questione della solitudine di chi invece si sente nel versante opposto, non in linea con ciò che la collettività vorrebbe.

Sull’ipocrisia che serpeggia ovunque: perché ognuno di noi, in realtà, è un tenero pulcino ma anche un coccodrillo arrabbiato. E anche i nostri figli. Già, proprio così.

Sulla responsabilità che ha l’adulto nella relazione con un bambino: trovare lo strumento più adatto in quella relazione e per quel bambino. E a volte può essere anche un casco o un paracolpi.

Perché, cari miei, non esistono i bambini buoni. Semplicemente perché non esistono quelli cattivi.
Esistono i bambini.

Esistono le persone.

E allora ricordiamocela la storia del pulcino e del coccodrillo perché se guardiamo bene allo specchio, dietro ognuno di noi, ci sono entrambe le ombre.

Eccovi di seguito il cortometraggio.